Guida all’imprenditoria per immigrati

MODULO 1: Soft skills – Lavoro e imprenditorialià

NOTA: Questo corso consite di 6 moduli.  Informazioni più dettagliate per TUTTI i 6 MODULI oltre a quelle che si trovano in questo corso online sono disponibili nella “Guida per  migranti imprenditori“. La guida include anche informazioni specifiche per paese aggiornate (nei paesi dell’UE di Danimarca, Italia, Grecia, Bulgaria e Spagna). Le informazioni specifiche di questo Paese includono la legislazione nazionale per imprenditori, statistiche attuali e organizzazioni che si occupano di imprenditori migranti e rifugiati con sede in ciascun paese.

1.1 Introduzione

In questo capitolo, troverai informazioni sulle differenze tra soft skills e hard skills; in seguito, verranno illustrate le varie competenze che fanno parte di una mentalità imprenditoriale, e ciascuna di queste verrà discussa nel dettaglio.

In this chapter, you will find information about the difference between soft skills and hard skills. Then the skillset needed for an entrepreneurial mind-set is presented and each skill discussed.

1.2 Soft skills vs. hard skills

Le soft skills, o competenze trasversali, accrescono le abilità di un individuo all’interno dell’ambiente imprenditoriale e garantiscono un impiego efficace delle competenze specifiche. Per migliorare le prospettive occupazionali di chi è in cerca di un lavoro o punta all’autoimpiego, le soft skills svolgono un ruolo cruciale, sebbene la loro rilevanza sia sempre stata messa in secondo piano rispetto alla necessità di altre competenze di natura tecnica.

Per poter comprendere le competenze trasversali, è necessario distinguere innanzitutto tra le hard skills e le soft skills. Le hard skills possono essere definite come l’insieme delle competenze che vengono sviluppate attraverso la conoscenza tecnica e accademica. Secondo Martin Carole (2008) [1]), le hard skills possono essere trovate “tra le righe di quanto scritto sul curriculum” e le soft skills possono essere definite come un “insieme di caratteristiche, convenzioni sociali, abitudini personali, socievolezza e ottimismo.”

1.3 Soft skills per l’autoimpiego e l’imprenditoria

Diversi studi hanno individuato tra le soft skills quelle più determinanti per il successo nell’ambito imprenditoriale: oltre all’autoconsapevolezza, queste includono comunicazione, creatività (compreso il problem solving), e capacità di gestione e leadership (che includono motivazione, negoziazione, definizione degli obiettivi, pianificazione e organizzazione, team building) [2].

1.4 Autoconsapevolezza

Lo studio dell’autoconsapevolezza dal punto di vista psicologico ha inizio nel 1972, quando gli psicologi Shelley Duval e Robert Wicklund’s hanno sviluppato l’omonima teoria, affermando che. “quando la nostra attenzione è concentrata su noi stessi, il nostro comportamento viene valutato e rapportato ai nostri standard e valori interni, diventando così autoconsapevoli in quanto oggettivi valutatori di noi stessi”; in sostanza, l’autoconsapevolezza viene considerata come un meccanismo principale di autocontrollo.

1.5 Comunicazione

Le capacità comunicative sono cruciali per la messa in pratica di tutte le altre competenze: se non si è in grado di comunicare, anche le altre abilità verranno meno.

La comunicazione è un modo di creare interazione tra le persone. Avere delle buone capacità comunicative è d’aiuto per l’imprenditore anche quando si tratta di illustrare il suo progetto, elevator pitch, presentazioni, formazione e in tante altre occasioni in cui ci si trova ad affrontare delle conversazioni di persona. Un comunicatore efficace può costruire la sua carriera più facilmente.

1.6 Creatività e problem solving

La creatività e il problem solving sono competenze fondamentali per lo sviluppo e la crescita di un’impresa, su cui un imprenditore deve investire tempo ed energie per affinarle. Concentrandosi sul problem solving e sul pensiero creative, l’individuo sarà in grado di riconoscere e creare opportunità per sostenere il progetto che va a intraprendere. Quando si parla di creatività, si tende a pensare a come esplorare il proprio lato artistico attraverso la musica, l’arte e la scrittura; quando si parla di creatività intesa come competenza professionale, invece, si tende a considerare esclusivamente lavori nell’industria creativa come arte, design e promozione. In realtà, chiunque usa la creatività ogni giorno, ed è uno strumento di importanza vitale nell’insieme delle nostre soft skill.

1.7 Capacità di gestione e leadership

Una conoscenza di base nell’ambito del management è necessaria sia nelle fasi iniziali che in quelle di sviluppo dell’impresa. A causa della mancanza di leadership, molti imprenditori si sabotano da soli con decisioni inadeguate e scarsa leadership [3]. Di solito, all’avvio di un’azienda la gestione è responsabilità esclusiva del fondatore o titolare, che deve occuparsi di tutto: è in questa fase che spesso si presenta la frustrazione.

Il titolare si trova dunque a fronteggiare una problematica completamente nuova, ossia la gestione di altre persone. Capacità di pianificazione, organizzazione, guida e controllo sono fondamentali, così come conoscenze di base negli ambiti nella finanza e marketing, e avere un atteggiamento competitivo. Non tutti sono in grado di gestire altre persone in serenità, e sono necessarie diverse abilità per gestire un’impresa con successo.

L’imprenditore dovrà pianificare e organizzare, stabilire degli obiettivi, prendere decisioni e mettere a frutto l’azienda. Un imprenditore di successo ha affermato che “le dinamiche di gruppo sono la sfida più impegnativa, e fare un errore in questo frangente ha un costo davvero elevato. In sostanza, è tutta una questione di leadership”[4].

La leadership consiste nel gestire le persone e nel motivarle a lavorare nell’ottica di un obiettivo comune. L’imprenditore deve lasciare parte del controllo e impegnarsi nel costruire le abilità del suo team. Per acquisire un margine concorrenziale, sono cruciali le competenze manageriali e interpersonali.

1.8 Management e leadership

Le capacità di gestione e leadership comprendono solitamente: motivazione, negoziazione, definizione degli obiettivi, pianificazione, organizzazione e team building.

Le competenze motivazionali [5] nell’ambito lavorativo possono essere definite come azioni o strategie che vanno a suscitare un determinato comportamento o atteggiamento nella persona interessata. Le tattiche motivazionali possono variare a seconda dello stile del motivatore, della relazione che questo intrattiene con il soggetto interessato e la personalità di quest’ultimo.

Le fasi del processo motivazionale:

  1. Valutare le preferenze e le caratteristiche personali della persona o del gruppo da motivare.
  2. Definire la strategia motivazionale più appropriata al gruppo in oggetto.
  3. Raccogliere le aspettative sulla realizzazione e il compimento dei risultati previsti dall’oggetto della motivazione.
  4. Condividere i vantaggi, gli incentivi o i provvedimenti in caso le aspettative vengano soddisfatte o meno.
  5. Dare riscontro sul progresso o mancato tale verso gli obiettivi desiderati.
  6. Affrontare i problemi e gli ostacoli che limitano il successo.
  7. Premiare il raggiungimento degli obiettivi.
  8. Dare avvertimenti prima di sanzionare.
  9. Dare riconoscimento a chi ha lavorato nella maniera desiderata.

 


[1] Martin Carole (2008), “How to stand out from a Crowd of Candidates”, Retrieved in January 2009 from http://www.career_intellegence.com/Transcation/ uniqueness.asp
[2] Holmberg-Wright, Kristin, and Tracy Hribar. “Soft Skills-The Missing Piece for Entrepreneurs to Grow a Business.” American Journal of Management 16.1 (2016): 11.
[3]  Wagner, E. T. (2013, September 12). Five Reasons 8 Out of 10 Businesses Fail. Retrieved from Forbes: http://www.forbes.com/sites/ericwager/2013/01/12/five-reasons-8-out-of-10-businesses-fail/
[4] Murphy, B. (2010). The Intelligent Entrepreneur. New York: MacMillian Publishing.

[5] https://www.thebalancecareers.com/motivational-skills-with-examples-2059691

Scarica il file per gli esercizi del modulo a questo link